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VascularNews: IL PAZIENTE CAD-PAD - 23 APRILE
Il Rivaroxaban, farmaco inibitore del fattore Xa della coagulazione, ha ricevuto l’approvazione della FDA (Food and Drug Administration, USA), NICE (The National Institute for Health and Care Excellence,UK) ed EMA (European Medicines Agency, EU) per l’utilizzo nel ridurre il rischio di eventi cardiovascolari maggiori, come morte CV, infarto del miocardio e ictus, nelle persone con cornaropatia cronica (CAD) e/o malattia arteriosa periferica (PAD). Questa nuova indicazione si basa sui risultati del noto studio COMPASS, che ha mostrato una significativa riduzione del 24% del rischio di eventi CV gravi in pazienti con CAD cronico e / o PAD con una dose vascolare 2,5 mg/BID di rivaroxaban più 100 mg/OD di aspirina (RIVASA), rispetto alla sola aspirina; lo studio ha evidenziato una riduzione del 42% nell’ictus, una riduzione del 22% nella morte CV e una riduzione del 14% nell’attacco cardiaco. Il rischio di emorragie maggiori era significativamente più alto nei pazienti che assumevano il regime rivaroxaban / aspirina rispetto alla sola aspirina, ma senza un aumento significativo delle emorragie fatali o intracraniche. Tuttavia, se in prospettiva sono molteplici i possibili vantaggi di questo nuovo approccio terapeutico, molti sono i nuovi quesiti che si pongono all’attenzione del clinico: - Come riconoscere la popolazione di pazienti che più può beneficiarsi del trattamento? - Quali sono i criteri di scelta rispetto alla DAPT (doppia anti-aggregazione piastrinica)? - Il paziente con FANV (fibrillazione atriale non valvolare) è da escludere? - Esistono nuove sotto-popolazioni di pazienti con cardiopatia ischemica da considerare?
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